A Milano Leonardo è ingegnere, scenografo, decoratore di feste, anatomista, e — quando il Moro o il suo entourage lo richiedono — pittore di corte. I ritratti milanesi sono pochi ma decisivi: con la Dama con l'ermellino il ritratto rinascimentale cambia statuto. Non più icona araldica ma evento dinamico, indagine sull'anima attraverso il moto del corpo. Le altre tre opere mostrano l'assestamento del modello, le sue varianti, il rapporto problematico con la bottega lombarda.
Dama con l'ermellino
1488–1490 ca.
olio su tavola di noce · 54,8 × 40,3 cm · Cracovia, Museo Nazionale (Czartoryski)
Il ritratto che inventa il ritratto moderno. Cecilia Gallerani si volta verso un interlocutore fuori campo: è l'istante, non la posa. L'ermellino — γαλῆ in greco, gioco onomastico — partecipa del moto e della vigilanza.
La Belle Ferronnière
1490–1497 ca.
olio su tavola di noce · 63 × 45 cm · Parigi, Musée du Louvre
Probabilmente Lucrezia Crivelli, seconda favorita del Moro. Posa frontale, sguardo laterale: lo schema "milanese" del ritratto chiuso da un parapetto.
Titolo improprio: non è la "bella moglie del ferraio". L'errore risale al Settecento e al Settecento si dovrebbe lasciare.
Ritratto di musico
1485–1490 ca.
olio su tavola di noce · 44,7 × 32 cm · Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Unico ritratto maschile attribuito a Leonardo. La mano del soggetto regge un foglio di musica — riconoscibile dopo il restauro novecentesco — che ha consolidato l'identificazione con un musicista di corte.
Identificazione con Franchino Gaffurio (maestro di cappella del Duomo): ipotesi prevalente ma non documentata. Esecuzione: testa di Leonardo, busto e abito di mano di bottega.
Attribuzione discussa
Madonna Litta
1490–1495 ca.
tempera e olio su tavola, trasferito su tela · 42 × 33 cm · San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage
Madonna lactans di piccolo formato. Il disegno preparatorio (foglio del Louvre) è di Leonardo; l'esecuzione pittorica è in larga parte di mano di un allievo, probabilmente Giovanni Antonio Boltraffio.
Caso-tipo della collaborazione maestro-bottega: il pensiero è suo, la pittura no. Lo dichiaro così in classe per non ingannare gli studenti sull'autografia.
Costanti del ritratto milanese
Torsione del busto e dinamismo dell'attimo · sguardo che esce dal quadro · sfumato sulla superficie cutanea · simbologia stratificata (onomastica, politica, morale) · il moto del corpo come traduzione del moto dell'animo.